AlpeXplorer 3.0

GPS Outdoor

FacebookTwitterGoogle BookmarksRSS Feed
Pin It

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Nota informativa sull’utilizzo dei Cookies

Definizione

I “cookie” sono file di piccole dimensioni che vengono archiviati dal browser sul vostro computer
o dispositivo mobile. Essi permettono ai siti web di tenere in memoria alcune informazioni,
come le preferenze dell’utente, il tipo di dispositivo utilizzato e altre informazioni,
garantendo un funzionamento più efficiente del sito, arricchendo l’esperienza di visita e fornendo
informazioni ai proprietari del sito stesso.

Alcuni cookies vengono automaticamente eliminati al termine della sessione di navigazione
(c.d. cookies di sessione), mentre altri restano memorizzati nei terminali (cookies persistenti).

La vigente normativa in tema di privacy fa riferimento al decreto legislativo 30 giugno 2003, n° 196,
recentemente modificato in attuazione delle direttive 2009/136/CE e 2009/140/CE.

www.alpexplorer.it utilizza i cookies per migliorare il funzionamento del sito, arricchire
l'esperienza dell'utente e compilare statistiche sull’uso del sito stesso.

Una visita ad una o più pagine del sito www.alpexplorer.it può generare i seguenti tipi di cookies:

  • Cookies sulle performance del sito : sono cookies di sessione necessari per consentire l’esplorazione sicura ed efficiente del sito.
  • Cookies di analisi anonimi: sono definiti anonimi in quanto non possono essere
    utilizzati per identificare individui specifici.Più in particolare il sito www.alpexplorer.it utilizza GoogleAnalytics (Google, Inc.) che genera cookies
    secondo le modalità illustrate dal documento relativo alle Norme generiche sulla privacy
    e dal documento specifico in merito all’utilizzo delleinformazioni raccolte con Google Analytics.

    Google non assocerà il vostro indirizzo IP a nessun altro dato posseduto da Google stessa. I termini di servizio ai quali tutti i clienti del programma devono aderire, vietano il monitoraggio o la raccolta di informazioni personali (dati di identificazione personale, come ad esempio nome, indirizzo email, dati di fatturazione o altri dati che possono essere ragionevolmente collegati a tali informazioni) mediante l’uso di Google Analytics o l’associazione di queste alle informazioni sull’analisi dei dati web.

    Questi cookies perseguono esclusivamente scopi statistici e raccolgono informazioni in sola forma aggregata.

  • Cookies di registrazione: sono utilizzati nei servizi offerti dal portale web per capire con quale account si è effettuato l’accesso, e quali sono i particolari servizi a cui si è abilitati.
  • Cookies di terze parti:su alcune pagine di collegamento con i social network e con altre applicazioni multimediali, sono impostati dei cookies anonimi di terze parti, allo scopo di tracciare e migliorare il funzionamento e la personalizzazione delle proprie applicazioni. Per le policy relative ai cookie dei social network associati al sito www.alpexplorer.it è possibile consultare le singole informative:

Consenso

Per la tipologia di cookies utilizzati non è richiesto un consenso preventivo, come dichiarato nel parere (WP194 del Gruppo di lavoro per la tutela dei dati, ex art. 29. La navigazione sul sito www.alpexplorer.it comporta l’accettazione delle condizioni d’uso, comprese le funzionalità legate ai cookies che possono essere disabilitati utilizzando le opzioni specifiche presenti nei vari tipi di browser e illustrate nel paragrafo successivo.

Disabilitazione dei cookie

Tutti i browser possono essere impostati in modo da evitare che vengano accettati i cookies; modificando le preferenze del browser Internet utilizzato, è possibile accettarli tutti, accettarne solo alcuni, oppure rifiutarli tutti.
Tuttavia, disabilitarli permanentemente può comportare difficoltà di navigazione o, talvolta, l’impossibilità di usufruire di alcune funzionalità e servizi offerti dei siti web.

Qui di seguito vengono riportate le modalità di disattivazione dei cookies per i browser più utilizzati. Per l’impostazione in browser diversi da quelli elencati, occorre fare riferimento alla documentazione di aiuto redatta dal produttore del browser stesso.

Internet Explorer 8.0+:

  • Fare clic su “Strumenti” nella barra dei menù e selezionare “Opzioni Internet”
  • Fare clic sulla scheda “Privacy” nella parte superiore
  • Trascinare il dispositivo di scorrimento fino a “Blocca tutti i cookie”

Firefox 4.0+:

  • Fare clic su “Strumenti” nella barra dei menù
  • Selezionare “Opzioni”
  • Fare clic sulla scheda “Privacy”
  • Selezionare la casella “Attiva l’opzione anti-tracciamento dei dati personali”

Chrome:

  • Fare clic sul “Menù chrome” nella barra degli strumenti del browser
  • Selezionare “Impostazioni”
  • Fare clic su “Mostra impostazioni avanzate”
  • Nella sezione Privacy, fare clic sul pulsante “Impostazioni contenuti”
  • Nella sezione “Cookie” selezionare “Blocca cookie di terze parti e dati dei siti” e “Impedisci ai siti di impostare dati”

Safari 5.0+:

  • Fare clic sul menu Safari e selezionare “Preferenze”
  • Fare clic sulla scheda “Privacy”
  • Nella sezione “Blocca cookie” specificare se accettare i cookie sempre, mai o solo da sponsor e terze parti. Per una spiegazione delle diverse opzioni fare clic sul pulsante Guida a forma di punto interrogativo. Se Safari è impostato per bloccare i cookie, potrebbe essere necessario accettarli temporaneamente per l’apertura della pagina. Ripetere quindi i passaggi indicati sopra e selezionare “Sempre”. Una volta terminato di utilizzare la guida, disattivare nuovamente i cookie e cancellarli.

Disabilitazione della raccolta e dell’utilizzo dei propri dati da parte di Google Analytics

Per offrire ai visitatori dei siti web la possibilità di impedire la raccolta e l’utilizzo
dei propri dati da parte di Google Analytics è disponibile uno specifico componenete aggiuntivo
per i browser reperibile al seguente link : https://tools.google.com/dlpage/gaoptout

Collegamenti utili

Per maggiori informazioni sui cookies ed il loro utilizzo su internet, potrete trovare utili i seguenti collegamenti:

www.allaboutcookies.org

www.microsoft.com/info/cookies.mspx

www.google.com/intl/it_it/analytics/privacyoverview.html

Abbigliamento in montagna

L'abbigliamento in montagna

 

Introduzione

Vi siete mai chiesti perché bisogna vestirci?
La risposta è piuttosto semplice: ci vestiamo per cercare di mantenere inalterata la temperatura corporea che è di circa 37°C.


Il nostro organismo è come una macchina ed in maniera automatica cerca di far fronte alle mutate condizioni della temperatuara della pelle.
Se corriamo, mettiamo in movimento molti muscoli: il movimento provoca una produzione di energia che si manifesta con un aumento della temperatura interna.
Appositi terminazioni nervose captano l'aumento di temperatura e viene incrementata la traspirazione cutanea. La traspirazione si accumula sulla nostra pelle, dando luogo al sudore per abbassare la temperatura globale e riportarla al valore normale.
Quando invece la temperatura interna scende oltre un certo limite, il fisico reagisce con delle microvibrazioni involontarie, i cosiddetti brividi, che non è altro un tentativo dell'organismo di produrre movimento, quindi un aumento della temperatura per ripristinare i 37°C.
In montagna, le repentine mutazioni delle condizioni metereologiche e la necessità di essere autonomi costringono gli escursionisti ad essere dotati di un abbigliamento il più versatile possibile, poco ingombrante e con tempi di asciugatura veramente brevi.

Per chi pratica attività in montagna, e più in generale per chi pratica attività outdoor, si può applicare il principio dell'"abbigliamento a strati".

Ma di cosa si tratta?
Non è altro un principio secondo il quale è possibile tenere inalterato il microclima corporeo, ovvero una temperatura corporea costante senza sudorazione o sensazioni di freddo, semplicemente aggiungendo o togliendo diversi strati di abbigliamento al variare delle condizioni esterne.

Gli strati di riferimento, sono i seguenti:

 

  1. strato - a pelle
  2. strato - calore
  3. strato protezione


Ma vediamo nei dettagli in cosa consistono i singoli strati.

 

1° Strato - a pelle


Lo strato "a pelle" è costituito da quell'abbigliamento detto pure "intimo" che è a diretto contatto con la pelle ed è costituito da calze, calzamaglie, mutande, T-shirt, reggiseni e guanti.
I passamontagna, pur essendo a contatto con la pelle, per le loro carateristiche, sono trattati come 2° strato.
La principale funzione del primo strato è quello di trasportare la traspirazione corporea lontano dalla pelle, quindi allo strato successivo o verso l'aria, per una rapida evaporazione.
I tessuti del primo strato sono spesso leggermente elasticizzati, quindi aderendo al corpo costituiscono una prima barriera contro l'ambiente esterno.
Il primo strato deve garantire la massimo confort, sia col caldo che col freddo, libertà di movimento ed una piacevole sensazione di asciutto.
Siccome, spesso durante le attività in montagna non è possibile garantire una perfetta igiene intima, i capi del primo strato sono dotati di un trattamento antibatterico.
Il primo strato deve essere sempre presente a differenza del 2° e del 3° che possono essere aggiunti quando necessario.

Materiali per il 1° strato

Il nylon, con le sue varianti, è utilizzato come base per la produzione di ogni capo a partire dal primo strato.
Qualcuno certamente obietterà dicendo che probabilmente le fibre naturali quali il cotone e la lana sono da preferire, ma nel campo dell'abbigliamento tecnico da montagna queste comunissime fibre vegetali ed animali sono quasi bandite.
Come molti sapranno, la lana, è il materiale con il maggior coefficiente termico esistente ovvero che ha una ottima capacità di contrastare la diminuzione di temperatura corporea.
Ma non molti sanno che è anche la fibra animale col maggior tempo di asciugatura.
Quindi, ricapitolando: stando assolutamente fermi, un maglione di lana andrebbe benissimo, ma appena ci si muove tutto il sudore rimarrebbe sulla pelle e quel poco che passa al maglione, rimarrebbe nelle fibre con enormi tempi di evaporazione.
La lana rimane utile soltanto nella produzione di calze dove non si è ancora trovato un tessuto in grado di sostituirla.
Vediamo in dettaglio i pro ed i contro:

Lana

Pro

Contro

ottimo isolante tempi di asciugatura lunghissimi
ecologico caratteristiche non costanti nel tempo
economico difficile manutenzione
  la trama tende ad allargarsi nel tempo
  pesante
  si sfilaccia con facilità


Per il cotone possiamo fare le stesse considerazioni.

Cotone

Pro

Contro

ottima sensazione a contatto con la pelle tempi di asciugatura molto lunghi
ottima capacità di assorbire acqua la trama tende ad allargarsi nel tempo
ecologico caratteristiche non costanti nel tempo
economico fragile


Dal nylon si ricava il polipropilene, una fibra base per tutto l'abbigliamento per il 1° strato.
Questa fibra, tessuta in vario modo, ed in vari spessori da luogo ad una infinità di varianti, ma le caratteristiche primarie rimangono costanti:

Polipropilene

Pro

Contro

leggero costo elevato
ottima capacità di disperdere l'acqua sulla sua superficie facilmente infiammabile
tempi di asciugatura brevissimi  
leggermente elastico  
robusto  
caratteristiche inalterate nel tempo  
se tessuto a trama fine è anche antivento  
può avere un trattamento antibatterico  
indeformabile  


Questa fibra, accoppiata con la Lycra è utilizzata per la produzione di mutande, reggiseni, calze e fuseax.
Tra i tessuti di polipropilene il più efficace è senza dubbio il Capilene della Patagonia.
Tra gli altri tessuti simili ricordiamo il Meraklon, CoolMax, TransTex, Vaporwick, Acquator e Micotex.
Per condizioni ambientali rigide, sono in commercio maglie intime e pantaloni in pile di ridottissimo spessore che garantiscono calore ed una elavata traspirazione.

 

2° Strato - calore


Quando la temperatura ambientale scende al di sotto di una certa soglia ed il primo strato non è più sufficiente a garantire una temperatura costante, occorre creare una barriera intorno al corpo, partendo dal busto, che contiene gli organi vitali, al fine di isolare questo dall'aria fredda che ci circonda.
Parliamo quindi di giacche, con un paio di tasche, con una zip a tutta lunghezza, per regolare la fuoriuscita di traspirazione.
Ma il secondo strato deve essere traspirante in modo che l'umidità corporea, espulsa dal 1° strato, sia trasportata al successivo e da questa passata allo strato successivo o depositata sulla superficie di questo per una successiva evaporazione.
In alcuni casi, il secondo strato fornisce anche una protezione antivento.
Fanno parte del secondo strato pantaloni, guanti e passamontagna.

Materiali per il 2° strato

Non vi è una fibra base per il 2° strato in quanto ogni capo richiede fibre con caratteristiche diverse.
Per i pantaloni sono molto utilizzati la Terinda e lo Shöeller Stretchlight.
La Terinda è un materiale tessuto con una superficie esterna vellutata in grado di avere una azione antivento ed antigoccia. Molto robusto, tiene bene lo sporco e si asciuga velocemente.

Terinda

Pro

Contro

robusto poco elastico
asciuga facilmente costoso
antigoccia  
resiste bene allo sporco  


Nonostante la Terinda abbia avuto ultimamente una grossa diffusione il materiale principale per la produzione dei pantaloni da montagna rimane lo Shöeller Stretchlight.
Questo è un materiale che permette di realizzare pantaloni comodissimi, che hanno azione antivento ed asciugano in breve tempo.

Shoeller Stretchlight

Pro Contro
comodissimo da indossare costoso
asciuga facilmente  
molto elastico  
manutenzione minima  
abbastanza robusto  



Per i guanti, berretti, passamontagna, giacche e pantaloni il materiale di riferimento è il pile detto anche fleece.
Questo materiale (non possiamo definirlo tessuto) è composto da una base di poliestere tessuta a maglia grossa, sulla quale sono "infilati" numerosissimi filamenti anch'essi di poliestere.
Una successiva operazione di "pettinatura" e di taglio conferisce una consistenza morbida e piacevolissima al tatto.
Questa struttura del materiale permette la realizzazione di capi con un elevato potere termico di poco inferiore alla lana.
Ma l'enorme vantaggio è costituito dalla leggerezza e dalla impressionante velocità di asciugatura.
Il tessuto di pile di maggior qualità è senza dubbio il Polartec (chiamato Synchilla dalla Patagonia), realizzato in varie versioni e grammature le cui caratteristiche peculiari sono riportate nell'ultima parte di questa guida.

Pile o Fleece

Pro Contro
elevato potere termico costoso
piacevole al tatto elevatissima infiammabilità
morbidissimo  
asciuga facilmente  
traspirazione elevatissima  
facile manutenzione  
disponibile in molte grammature  
può avere un trattamento antigoccia  


3° Strato - protezione
È lo strato che isola il nostro corpo contro i fenomeni atmosferici quali vento, pioggia e neve.
La caratteristica principale di questo strato è quella di fornire quindi una vera e propria barriera intorno al nostro corpo per evitare che il vento ci raffreddi o che l'acqua vada a bagnare il 1° o il 2° strato.
Questa funzione, estremamente difficile da ottenere sotto il profilo tecnico, è ottenibile in varie combinazioni di materiali con livelli diversi di efficacia.
Ma non basta e vediamo il perché.
Prendiamo ad esempio una giacca da pescatore, in gomma: questa assicurerà una perfetta impermeabilità perché l'acqua non avrà alcuna possibilità di penetrare la gomma.
Ma anche la traspirazione corporea, che è giunta al secondo strato, non avrà alcun modo di uscire all'esterno e quindi tornerà al primo strato e quindi alla pelle.
Quindi se è pur vero che non ci si bagna per la pioggia ci si bagnerà comunque per il sudore che non trova alcuna via di lasciare la pelle.
Bisognerà quindi utilizzare qualche materiale che oltre ad isolarci dall'esterno, possa permettere alla traspirazione corporea di lasciare il secondo strato, raggiungere la superficie del 3° e qui evaporare.
L'abbigliamento di quest'ultimo strato è costituito da giacche, sovraguanti (sovramoffole) e sovrapantaloni.

Materiali per il 3° strato

Un capo protettivo è sempre composto per accoppiamento di due o più materiali diversi ognuno con caratteristiche peculiari.
Lo strato fondamentale, che definisce le caratteristiche primarie del capo è quello impermeabile.
Si tratta di membrane impermeabili, dello spessore minore di un decimo di millimetro, ricavate quasi sempre da PTFE (comunemente chiamato TEFLON) che hanno una struttura micoroporosa come quella della ceramica.
La miriade di micropori hanno una dimensione tale da permettere il passaggio della più grande molecola di traspirazione corporea, ma impediscono il passaggio della più piccola molecola d'acqua che dall'esterno cerca di penetrare all'interno.
Una delle più famose membrane impermebili è il Gore-Tex. Tra le altre membrane, tutte con caratteristiche molto simili abbiamo il Triple Point Ceramic, Sympatex, il Pneumatic, il Toray, il ClimaDry, Bretex.
Per ulteriori informazioni su queste membrane vedi l'ultimo capitolo della guida.
Per aumentare la impermeabilità delle membrane queste sono accoppiabili a caldo in strutture a sandwitch due o tre strati.
Essendo comunque materiali delicatissimi necessitano comunque di un materiale di supporto perché, altrimenti, si sgretolerebbero al solo contatto!
Ecco quindi che queste membrane sono sempre accoppiate a materiali a trama fitta di nylon che costituiscono la shell esterna.
Queste shell oltre che servire da supporto alle membrane, fungono anche da agente protettivo contro le abrasioni e costituiscono lo strato a diretto contatto con gli agenti atmosferici.
Per evitare che lacerazioni e gli strappi si propaghino sulla superficie del tessuto, molte case tessono materiali di tipo Ripstop che vuol dire letteralmente "ferma strappo".
Questi tessuti hanno la caratteristica di avere, circa ogni 0,6 cm un filamento di nylon, di sezione maggiorata e di materiale più robusto rispetto alla composizione del resto. Quando si verifica un taglio, questo rimane confinato all'interno della maglia realizzata con questi filamenti più robusti e si allarga con difficoltà.

Membrane impermeabili

Pro

Contro

massima impermeabilità costosissimo circa L. 150.000 mq
buona traspirabilità non utilizzabile in città
utilizzabile in strati sovrapposti va accoppiato ad altro materiale


Le membrane antivento, hanno la stessa struttura microporosa delle membrane impermeabili, ma con fori di dimensioni maggiori. Così facendo si ottiene una ottima funzione antivento, ed una lievissima funzione idrorepellente.
Anche queste membrane devono essere accoppiate ad altri materiali, in genere a tessuti in pile.
Tra le membrane più rinomate ricordiamo il WindStopper e l'ActiVent, entrambe prodotte dalla Gore.

Visitatori On Line

Abbiamo 15 visitatori e nessun utente online